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Alcuni funzionari russi saranno obbligati a vendere le proprie crypto entro aprile 2021

Gen 25, 2021 | Blockchain, Mondo | 0 commenti

Una nuova legge obbliga alcuni funzionari russi a rendere pubblici i propri investimenti in criptovalute, mentre altri a liquidarli del tutto

A gennaio la Russia ha adottato la sua legge sulle criptovalute, ma questa normativa non fornisce una risposta diretta ad alcune domande, tra cui come i funzionari locali dovrebbero gestire i propri asset digitali. Ci sono infatti almeno altre due proposte di legge che richiedono ai funzionari pubblici russi di dichiarare o addirittura sbarazzarsi completamente delle loro crypto.

Il 10 dicembre 2020, il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto che obbliga alcuni funzionari a rendere pubbliche le proprie criptovalute entro il 30 giugno. Il decreto è stato adottato dell’ambito della legge “On Digital Financial Assets”, o DFA, entrata in vigore il 1° gennaio.

Secondo il decreto, i funzionari russi o gli individui che intendono ricoprire una carica pubblica devono rendere pubblici i propri asset digitali, così come quelli dei loro coniugi e figli. La legge intende garantire che gli amministratori pubblici siano soggetti alle medesime regole di rendicontazione finanziaria dei cittadini comuni.

Ma c’è anche un altro regolamento che vieta ad alcuni funzionari russi di possedere qualsiasi criptovaluta, in linea con le misure anti-corruzione del paese. Il 28 dicembre 2020, il Ministero russo del lavoro e della protezione sociale ha pubblicato una lettera informativa che ricorda a certi funzionari che sono obbligati a liquidare tutti i loro asset crypto entro il 1° aprile, indipendentemente dal Paese di emissione.

Questa norma si riferisce specificamente agli individui elencate nella Parte 1 dell’Articolo 2 della Legge Federale Russa del 7 maggio 2013 n. 79-FL, che vieta a certe categorie di conservare i loro fondi all’estero e di utilizzare prodotti finanziari stranieri. L’elenco comprende un ampio numero di importanti funzionari pubblici: i dirigenti ed i loro vice, i membri del consiglio di amministrazione della Banca centrale russa e di società pubbliche di proprietà della Federazione Russa, i capi delle amministrazioni distrettuali e diversi altri.

Nella lettera il ministero ha menzionato che altre categorie di funzionari pubblici non sono soggette a queste restrizioni, sebbene debbano comunque segnalare i loro beni digitali per allinearsi al decreto firmato da Putin.

Mentre le autorità russe continuano a introdurre nuove regole relative alle criptovalute per i funzionari pubblici, non è immediatamente chiaro come verrà gestita la compliance da un punto di vista tecnologico. Artem Grigoriev, head of the research lab presso l’Associazione russa di criptovalute e Blockchain, ha detto a Cointelegraph:

“Non esiste ancora una legge sulla circolazione delle criptovalute. Gli autori di questa iniziativa hanno probabilmente una visione tutta loro sull’attuazione di queste regole. La pratica lo dimostrerà.”

Anche Maria Stankevich, membro del comitato russo per la tecnologia blockchain e la criptoeconomia, ha messo in dubbio la fattibilità tecnologica e legale di queste regole:

“Le restrizioni imposte ad alcune fasce dell’establishment in merito al possesso di asset digitali sono in realtà una mossa logica nel tentativo di fermare la corruzione. […] Questo è un chiaro segnale per tutti i funzionari: il governo ora ha un’altra leva per mostrare il suo potere quando necessario. Tuttavia, la domanda principale è come lo controlleranno l’applicazione di questa norma, dato che non esiste una legge o un processo in quest’ambito.”

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