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Aragon: una dApp per organizzazioni autonome decentralizzate

Ago 17, 2020 | Blockchain | 0 commenti

La blockchain e le dApp sono destinate ad entrare nella nostra vita e le organizzazioni saranno tra le prime che potranno beneficiare di questa innovazione.

Tra i tanti progetti che favoriscono l’adozione della blockchain mettendo a disposizione di organizzazioni strutturate l’uso della blockchain ce n’è uno in particolare che merita un approfondimento e sto parlando di Aragon.

Che cos’è Aragon?

Aragon è una dApp che grazie alla tecnologia blockchain e gli smart contracts permette di creare organizzazioni autonome decentralizzate sulla rete di Ethereum, in maniera rapida e senza una conoscenza previa e avanzata di programmazione.

Aragon offre potenzialmente a chiunque la possibilità di creare e gestire organizzazioni. L’idea che sta alla base del progetto è quella di portare al livello di massa l’uso aziendale della blockchain, semplificando così il funzionamento dell’azienda stessa. Come? E’ molto semplice: attraverso l’eliminazione di tutti quegli intermediari e processi burocratici, che a causa della loro macchinosità, il più delle volte stroncano sul nascere innumerevoli progetti imprenditoriali.

L’acronimo DAO (decentralized autonomous organization) racchiude i punti di forza:

  • DEC: non esiste una leadership centralizzante, bensì le decisioni sono prese dal basso;
  • AUT: ogni idea ha vita propria;
  • ORG: si possono dettare regole generali da rispettare.

In un quadro che vede sempre più in espansione lo sviluppo di infrastrutture per la cosiddetta “sharing economy” la principale sfida che i modelli di governance DAO devono affrontare è la scalabilità. Infatti una DAO in espansione corrisponde a un aumento della sua complessità operativa e la conseguente impossibilità per ogni partecipante di essere informato sui singoli processi organizzativi rischia di causare un mal funzionamento dell’organizzazione.

Aragon è stata tra le prime a provare a risolvere questa problematica ideando la formazione di sottogruppi di membri la cui risposta a una catena di autorizzazioni consente loro di svolgere una serie ridotta di compiti e attività all’interno della struttura organizzativa. Tutti i sottogruppi sono gestiti dalla piattaforma Aragon, che ne consente la creazione, la cancellazione e la modifica.

Struttura e applicazione

L’infrastruttura di Aragon consiste in una suite di applicazioni e servizi che consentono la creazione rapida di nuove forme di comunità globali, quindi la loro conseguente gestione in forma organizzata ed autonoma. La piattaforma è composta da diversi moduli:

  • AragonOS, sistema basato sull’idea per cui un’organizzazione decentralizzata è l’aggregato di più smart contracts collegati da un pilastro, il Kernel. Aragon controlla quali indirizzi hanno accesso all’esecuzione di azioni per conto dell’organizzazione nell’applicazione ACL – Access Control List, che funge da registro di autorizzazione, controllando le interazioni tra applicazioni e altre entità;
  • AragonUI, fornisce gli elementi grafici necessari per creare l’interfaccia utente delle app;
  • Aragon PM, controlla e monitora le versioni di smart contracts che compongono il client Aragon;
  • AragonAPI, responsabile della comunicazione tra il front end e gli smart contracts;
  • AragonCLI, la riga di comando offerta da Aragon per creare e sviluppare le app.

La rete di Aragon, governata dai possessori di ANT, è supportata dal token ANT che ha una duplice finalità: è innanzitutto il token di governance della rete con il quale si acquisisce il diritto di voto per gli upgrades del sistema e dei suoi parametri e per le modifiche allo statuto del tribunale di Aragon. In secondo luogo, viene messo a stake come collaterale per coniare nuovi Work Token, letteralmente token di lavoro, necessari per accedere ai servizi della rete e poter guadagnare da essi. Il token ANT garantisce quindi l’indipendenza, la sicurezza e l’affidabilità della rete, oltre che l’imparzialità del tribunale di Aragon, aspetto su cui, però, torneremo in seguito.

Aragon mette a disposizione di chiunque voglia creare un’organizzazione la possibilità di sfruttare app predefinite.

Le app più utilizzate nella creazione delle DAO sono:

  • Token Manager: è la possibilità di creare i propri token decidendone le proprietà che possono essere assegnate ai membri dell’organizzazione; si può ad esempio dare ai possessori del token un potere di voto, o in alternativa, un potere esclusivamente economico. Questi incarichi devono essere approvati rispettando le regole democratiche in principio stabilite dall’organizzazione. Inoltre, in ogni DAO è possibile stabilire i ruoli per i membri, quindi le loro mansioni, come in una tradizionale organizzazione.
  • Voting: è la possibilità di disporre di un sistema di voto democratico al fine di assicurare il decentramento e la massima trasparenza. Ogni cambiamento relativo alle organizzazioni deve essere approvato con voto, che si tratti di un cambiamento interno all’organizzazione o di un cambio di attività.
  • Vault: è un’applicazione che immagazzina gli assets dell’organizzazione, e garantisce il ruolo di trasferimento solo all’applicazione Finance.
  • Finance: è un’applicazione che consente di gestire le risorse dell’organizzazione consentendoci di tenere traccia delle entrate e delle spese dell’organizzazione, effettuare pagamenti o trasferire attività. Ogni applicazione Finance è associata a un’applicazione Vault in cui sono archiviate le risorse gestite.

Il ruolo di Create Payments dell’applicazione Finance è assegnato esclusivamente all’applicazione Voting in modo che l’unico modo per creare i pagamenti sia approvare un voto. Il ruolo Crea Voti dell’applicazione di voto è assegnato esclusivamente al Token Manager nativo dell’organizzazione. Il Token Manager inoltrerà le azioni degli address, indirizzi registrati nell’Access Control List che hanno l’autorizzazione ad eseguire azioni per conto dell’organizzazione.

Questo processo limita molto le modalità con cui i fondi possono essere trasferiti all’interno dell’organizzazione, ma l’approvazione di un dato trasferimento è in ultima analisi autorizzata dal voto a maggioranza. Non è difficile pensare che uno stakeholder di minoranza possa essere preoccupato che la maggioranza degli stakeholder decida di liquidare l’organizzazione escludendoli di fatto dal processo. Per evitare uno scenario del genere l’organizzazione ha bisogno di un meccanismo per imporre un vincolo da applicare alle azioni di qualsiasi individuo all’interno dell’organizzazione piuttosto che alla maggioranza dei partecipanti.

Il tribunale di Aragon

Ogni organizzazione di Aragon esiste come una pluralità di smart contracts che definiscono le parti in causa dell’organizzazione, i loro diritti e i privilegi. Tuttavia, alcuni di questi diritti e privilegi hanno bisogno di vincoli soggettivi non codificabili direttamente in uno smart contract.

Il tribunale di Aragon è un protocollo di oracolo decentralizzato sviluppato e mantenuto dal circuito Aragon, che si può utilizzare per risolvere controversie di diritti soggettivi con esiti binari. In combinazione con l’infrastruttura esistente, esso permette ai membri dell’organizzazione decentralizzata di creare in autonomia proposte di accordi per definire i vincoli soggettivi che devono regolare e facilitare il funzionamento dell’organizzazione. I membri proponenti devono quindi depositare dei token in garanzia affinché la loro proposta venga inoltrata all’app voting.

Nel caso in cui un’azionista di minoranza volesse opporsi alla presentazione di una proposta, potrebbe allora scegliere di aprire un contenzioso depositando anch’egli l’equivalente della garanzia presentata dal proponente più una dispute fee, la tassa di contestazione. A seguito di ciò il voto sarà immediatamente sospeso.

A questo punto, qualora il proponente ritenesse valida la contestazione potrebbe ritirare la sua proposta perdendo i token messi a garanzia e il suo voto sarà annullato. Viceversa, ritenendo di vincere la controversia dovrà depositare anche lui le dispute fees ed il caso verrà esaminato dal tribunale.

Tramite un sorteggio ponderato verranno scelti i giurati che per partecipare e garantire il loro corretto comportamento dovranno mettere a stake i loro token: la giuria è quindi composta. I giurati sono quindi chiamati a prendere una decisione entro un determinato periodo di impegno tramite un sistema di rivelazione a due fasi per ridurre al minimo le possibilità di comportamenti sleali, la decisione finale sarà stabilita su una maggioranza di voti.

Contro questa sentenza si può proporre un determinato numero di ricorsi in cui sostanzialmente verrà ripetuto lo stesso meccanismo, dove però le parti dovranno impegnare una quota a garanzia crescente; sarà quindi crescente anche il numero dei giurati, fino ad arrivare al round finale di giudizio in cui verranno coinvolti tutti i giurati dell’organizzazione.

Alla conclusione del processo, i giurati attivi che hanno votato per la sentenza definitiva saranno ricompensati tramite un meccanismo di incentivi e penalità; la parte vittoriosa di eventuali appelli precedenti alla sentenza definitiva sarà rimborsata delle supplementari garanzie versate nei successivi gradi di appello.

Conclusione

E’ risaputo che i processi innovativi, di qualunque natura siano, tendono a creare una scissione tra la gente: c’è chi li teme e chi li accoglie. Ed è poi altrettanto risaputo che solo chi li favorisce, alla fine, sarà il primo a beneficiarne ottenendo successo.

Essere i primi nell’applicazione dell’innovazione è quindi la chiave.

In seguito il fattore imitazione farà il resto, ma solo una volta constatati la validità e il successo dell’innovazione stessa. A rafforzare la posizione di Aragon è l’indipendenza dalla giurisdizione, sebbene i fondatori stiano lavorando per fornire alcune guide legali di base con l’obiettivo principe di creare una giurisdizione digitale, sulla falsariga della giurisdizione che le nazioni hanno sui loro cittadini.

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L’articolo Aragon: una dApp per organizzazioni autonome decentralizzate proviene da EtherEvolution.

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