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Banche in pressing sulla Bce contro i tassi negativi sulla liquidità

Ago 20, 2020 | Mondo, Trading | 0 commenti

Nell’ambito della costante opera di revisione e aggiornamento della strategia di politica monetaria di fronte alla Pandemia da Covid 19 gli analisti di politica monetaria non escludono che la Bce a settembre possa rialzare la remuneratività della liquidità che le banche sono obbligate a depositare presso l’istituto di Francoforte e che attualmente è soggetta a pesanti tassi negativi (-0,50%, il cosiddetto Deposit facility).

Una richiesta fatta a gran voce dai rappresentanti delle banche e delle assicurazioni tedesche e paesi nordici in genere che non hanno mai tollerato questa mossa non convenzionale voluta e messa in atto soprattutto dall’ex governatore Mario Draghi con l‘intento di favorire i prestiti all’economia reale.

Ma oggi le cose sono molto cambiate. E questo cambio di rotta sui tassi negativi potrebbe essere deciso per rafforzare le difese e favorire la remuneratività delle banche che vedono aumentare le probabilità di nuovi crediti inesigibili (NPL) di settori colpiti dalla pandemia che appesantirebbero di nuovo i loro bilanci sebbene molti dei crediti concessi siano garantiti almeno in parte dallo Stato.

Non a caso gli economisti di S&P Global Rating in un recente report hanno abbassato le loro aspettative sulla performance economica europea per il 2020 e 2021 a causa della pandemia. “Abbiamo assistito a un aumento del tasso di insolvenza (default) che ha raggiunto il livello più alto da diversi anni e al contestuale deterioramento della qualità del credito, probabilmente il più pronunciato di sempre”, hanno detto gli economisti di S&P Global Rating. Non solo. “Detto questo, di recente il ritmo della discesa sul fronte economico e creditizio sta rallentando, mentre la Bce ha ampliato il PEPP (Pandemic Emergency Purchase Program) e l’UE ha presentato un nuovo, massiccio piano di stimolo fiscale per il debito, che include l’emissione congiunta di debito tra i sovrani e una grande quantità di prestiti a fondo perduto”.

Nello scenario di base gli analisti di S&P Global prevedono “che il tasso di default corporate speculative-grade a 12 mesi in Europa salirà all’8,5% entro giugno 2021 dal 3,35% di giugno 2020. Per raggiungere questa stima, il numero di aziende in default dovrebbe essere pari a 62“. Ecco perché non si può escludere una riduzione dei tassi negativi sui depositi presso la Banca centrale di Francoforte per dare più respiro ai bilanci degli istituti di credito.

S&P Global Rating

Anche la Fed non resta ferma

Anche la Federal Reserve sta completando una revisione della sua policy e potrebbe annunciare un nuovo paradigma che la impegnerà a mantenere dei tassi bassi per un lungo periodo, al fine di perseguire un programma di un ritorno a un quadro di piena occupazione, che la pandemia da Covid sta gravemente danneggiando. Queste iniziative politiche potrebbero essere annunciate a settembre. Tuttavia il presidente della Fed Jerome Powell in proposito si è mantenuto nel vago.

Banche centrali divise sui tassi negativi

Sui tassi tutte le banche centrali sono già ai minimi storici. La Bce e la Boj (Giappone) li hanno già, in parte, portati in negativo, la Fed però non intende farlo e anche la Boe (Uk) ha chiarito che non lo farà. Per il resto Fed, Bce, Boj e Boe sono tutte in allerta, nel senso che sono pronte a intervenire, se qualcosa dovesse andare storto nella ripresa dell’economia.

Su questo fronte la più sotto pressione è la Fed, visto che l’economia americana è quella più rischio, perché la seconda ondata di contagi negli Usa è già partita, mentre in Europa si potrebbe verificare con la fine dell’estate e con l’arrivo della stagione invernale.

L’agenda Bce e Fed di settembre

Il prossimo direttivo della Bce è previsto per il 10 settembre, mentre il Fomc della Fed è in agenda per il 15-16 settembre. Le mosse delle due principali banche centrali dipenderanno dall’andamento delle rispettive economie. Il secondo trimestre è stato un disastro senza precedenti, con un calo del 32,9% del Pil negli Usa e del 12,1% nell’Eurozona, con punte di -22% in Spagna, -19% in Francia e -17 in Italia. Per il terzo trimestre, grazie alle riaperture l’Europa è sicuramente avvantaggiata rispetto agli Stati Uniti, che rischia ricadute più forti a causa della seconda ondata di coronavirus e dei nuovi lockdown, anche se la situazione è piena di incertezze un po’ ovunque, come dimostrano gli indici anticipatori Pmi di luglio, relativi all’inizio del terzo trimestre tornati in espansione, sopra i 50 punti in Europa e a 50 punti negli Usa.

A settembre Fed e Bce dovranno ri-calibrare i loro interventi, la cui portata in questo momento è notevole. Il bilancio della Fed si aggira sui 7.000 miliardi di dollari e si basa essenzialmente sull’acquisto di titoli di Stato e di Mortgage backed securities, mentre quello dello Bce, è intorno ai 6.000 miliardi di euro, ma qualitativamente è molto diverso, perché è stato in gran parte composto di prestiti alle banche, i Tltro, che ora però sono agli sgoccioli.

Adesso il grosso degli acquisti riguarda il vecchio Qe da 20 miliardi di euro al mese e soprattutto i 1.350 miliardi del Pepp, il cosiddetto Qe pandemico, che riguarda soprattutto l’acquisto di titoli di Stato (soprattutto italiani ma non solo senza seguire la regola ferrea del capital key) e che ha ancora una portata di fuoco molto ampia, perché è stato programmato fino al giugno 2021 e rispetto al quale la Bce ha ancora 910 miliardi di euro da spendere. In pratica, a settembre, la Bce, dovrà solo calibrare la spesa settimanale del Pepp in base ai dati macro dell’economia. Fino a fine giugno gli acquisti erano stati di 26 miliardi a settimana, mentre da luglio sono invece calati a 19 miliardi a settimana, perché c’è stata meno pressione sugli spread. A settembre si vedrà.

Il compito della Fed invece è più complicato. La Federal Reserve acquista titoli di Stato a Abs. Finora ha previsto di acquistare 80 miliardi di dollari al mese di Treasury e 40 miliardi di dollari al mese di Abs. In verità ne acquista 40 miliardi di dollari al mese ma a settembre potrebbe aumentare il ritmo di questi acquisti, per dare un segnale agli investitori.

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