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Boris Johnson e la promessa mancata della Global Britain: dopo la Brexit il Regno Unito è più isolato che mai

Ago 1, 2020 | Mondo, Politica | 0 commenti

Quando la Gran Bretagna ha lasciato l’Unione Europea, Boris Johnson ha definito questo avvenimento un “momento di reale rinnovamento nazionale e di cambiamento”, come riportava il Guardian a suo tempo. Ciò a cui Johnson si riferiva si può riassumere con la formula Global Britain. Il Regno Unito si sarebbe liberato dall’Unione Europea, dopo aver raggiunto un accordo commerciale, e si sarebbe proiettato sulla scena globale. Tutto questo avrebbe condotto, secondo i calcoli quasi machiavellici di Johnson, ad una nuova era in cui il Regno Unito sarebbe stato meno legato al continente europeo ma, viceversa, avrebbe avuto più legami con il resto del mondo.

A mesi di distanza, la promessa Global Britain di Boris Johnson si sta rivelando tutto l’opposto. La Gran Bretagna si ritrova più isolata che mai sulla scena internazionale, come sottolineano molti articoli sull’argomento, come la CNN o Bloomberg, con un pezzo sulla politica estera ed uno su quella economica.

Gli aspetti importanti sono due:

  • Come riporta la BCC, ad oggi la Gran Bretagna non è riuscita a raggiungere un accordo con l’Unione Europea (UE); questo è particolarmente significativo. I numeri relativi al 2018 (fonte Uk trade in Numbers) parlano da soli: gli scambi commerciali tra la Gran Bretagna ed il blocco europeo nel loro insieme ammontano a circa il 49% del commercio con il resto del mondo, equivalenti a circa 659 miliardi di sterline. Johnson non ha potuto, non può e non potrà semplicemente allontanarsi dal tavolo dei negoziati senza aver chiarito la sua relazione commerciale con l’UE, come sembra veicolare la formula Global Britain. Inoltre, l’Unione Europea, prima di firmare qualunque accordo con la Gran Bretagna vuole monitorare ciò che chiama il level playing field, ovvero far sì che quest’ultima non ottenga un vantaggio competitivo, ad esempio non rispettando i diritti dei lavoratori, quelli ambientali e non fornendo illegittimi aiuti di stato alle imprese.
  • Il peso e la voce della Gran Bretagna sulla scena internazionale sono molto ridotti. La promessa della Global Britain è venuta meno. In verità, Boris Johnson ha provato fin da subito a proiettare la Gran Bretagna sulla scena internazionale, stringendo rapporti commerciali con altri Paesi del mondo. Ma finora quest’obiettivo ha largamente disatteso le aspettative. La lista dei Paesi che hanno formalmente firmato accordi commerciali con il governo inglese (interamente disponibile sul sito del loro governo) è scarna e non include nessun Paese del G7 e solo due paesi considerati rilevanti per i loro prodotti di tecnologia o i loro servizi bancari, rispettivamente la Corea del Sud e la Svizzera. Inoltre, è opportuno notare, se non lo si è già fatto, due grandi assenti: gli Stati Uniti e la Cina. Che la temperatura, la retorica ed i toni si stiano facendo sempre più duri tra la Cina e l’America è oramai evidente. La Gran Bretagna è ad un bivio, come sottolinea molto bene l’articolo di Bloomberg citato precedentemente. La Gran Bretagna può seguire la politica estera americana della linea dura contro Beijing e dunque potenzialmente ottenere un accordo commerciale più favorevole dagli Stati Uniti, il loro primo partner commerciale al mondo, con cui scambia beni per 201 miliardi di £, equivalenti al 15% del loro commercio totale. Oppure Boris Johnson può scegliere una politica estera per così dire più soft e sperare di avere una relazione economica migliore con la Cina, il quinto partner commerciale inglese con il quale i beni scambiati ammontano a circa 68 miliardi di £ (5% del commercio complessivo). In entrambi i casi esiste un margine di rischio molto elevato: far infuriare o l’America o Beijing ed ottenere un accordo commerciale poco favorevole.

In conclusione, stando alla situazione attuale si può dire che la promessa della Global Britain non solo non si è materializzata, ma ha largamente disatteso le aspettative. La Gran Bretagna si ritrova ad essere dal punto di vista politico ed economico quello che è geograficamente: un’isola separata dal continente europeo ma anche dal resto del mondo.

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