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CEO di Goldman Sachs: i regolatori dovrebbero essere ‘parecchio in ansia’ per il successo di Bitcoin

Gen 26, 2021 | Blockchain, Mondo | 0 commenti

Il dirigente di Goldman Sachs ritiene che i regolatori non riusciranno a monitorare il sistema finanziario se non verranno imposte delle limitazioni a BTC

Il CEO di Goldman Sachs, Lloyd Blankfein, ha dichiarato che i regolatori dovrebbero essere “parecchio in ansia” per il recente successo di Bitcoin: a suo dire, la criptovaluta potrebbe minare la capacità dei legislatori di monitorare il sistema finanziario.

In un’intervista andata in onda il 25 gennaio sullo show Squawk Box della CNBC, Blankfein ha affermato che la natura pseudonima di Bitcoin lo rende perfetto per il finanziamento illecito: “Non sai se stai pagando i nordcoreani, o Al-Qaeda, o i Guardiani della rivoluzione [iraniana]“.

Nonostante le autorità utilizzino spesso le caratteristiche di trasparenza della blockchain per tracciare l’uso delle criptovalute da parte delle organizzazioni terroristiche, Blankfein dubita che i regolatori possano permettere alle criptovalute di prosperare nella loro forma attuale:

“Se fossi un regolatore, sarei parecchio in ansia per il successo di [Bitcoin] al momento, e mi preparerei ad affrontarlo”.

Al fine di conformare Bitcoin al quadro finanziario e normativo esistente, Blankfein afferma che molte delle libertà offerte da BTC dovrebbero essere limitate. Tuttavia, egli stesso mette in discussione l’esistenza di una forte domanda per Bitcoin, qualora perdesse le sue caratteristiche di privacy:

“Questo potrebbe essere fattibile, ma minerebbe la libertà e la mancanza di trasparenza che piace tanto alla gente. Questo è l’enigma da cui Bitcoin dovrà uscire.”

Blankfein ha anche criticato Bitcoin come riserva di valore, evidenziando la volatilità dei prezzi e l’alfabetizzazione tecnologica necessaria per custodire da soli i propri BTC:

“È una riserva di valore che può oscillare del 10% in un giorno, se perdi il codice o se perdi il pezzo di carta è perso per sempre, o se qualcuno te lo ruba.”

Nel mese di agosto, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha annunciato di aver sequestrato milioni di dollari in criptovalute da più di 300 wallet associati ad Al-Qaeda e ISIS.

Nell’annuncio, Don Fort, capo dell’IRS criminal investigation, o IRS-CI, ha sottolineato che l’agenzia è stata in grado di tracciare i movimenti delle crypto fino alla fonte, permettendo di smantellare le reti finanziarie dei gruppi.

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