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Codefi: soluzione staking per Ethereum

Lug 11, 2020 | Fintech | 0 commenti

L’attesa e l’entusiasmo per l’implementazione della nuova piattaforma di Ethereum 2.0 è sempre più alta, il team ha pianificato di integrare un meccanismo di consenso PoS, l’implementazione vedrà nascere una nuova generazioni di validatori, che garantiranno la sicurezza su ETH al fine di ricevere incentivi (staking).

Questo rappresenta un momento cruciale, un punto cardine per l’ecosistema Web 3.0 ed avrà inevitabilmente ripercussioni anche su Ethereum.

Stime di partecipazione e rendimento dello staking

Un sondaggio pubblicato da ConsenSys su Ethereum 2.0, atto a determinare motivazioni e preoccupazioni dei possessori di ETH riguardo lo staking, ha evidenziato che più del 65% degli intervistati, ha dichiarato di aver intenzione di mettere in staking i propri ETH appena possibile.

Interessante è la percentuale di guadagno attesa, tra chi prevede di fare staking con il proprio validatore, con un guadagno atteso attorno al 5,8% annuo e chi prevede di affidare lo staking a parti terze, con una previsione di guadagno annuo del 7,6%, con una percentuale nettamente maggiore, la motivazione di un’aspettativa maggiore, probabilmente è dato dal fatto che dovranno condividere parte dei loro guadagni con i validatori.

Da questi dati, emerge la necessità di soluzioni che possano rendere l’esperienza dello staking alla portata del grande pubblico, se da una parte la Proof of Stake segna una fase più inclusiva per quanto concerne la sicurezza su Ethereum, rispetto alla Proof of Work, dall’altra parte l’appassionato medio potrebbe trovare la puntata complessa, per questo, diverse soluzioni sul mercato potrebbero ridurre gli ostacoli alla partecipazioni delle reti di staking.

I vantaggi della Proof of Stake

La Proof of Work, negli anni, con l’adozione nel 2009 da parte di Bitcoin come algoritmo di consenso, ha dimostrato di essere un sistema molto robusto nel facilitare il consenso in reti decentralizzate.

Tuttavia, la richiesta di potere computazionale per risolvere le equazioni matematiche, richiedono alti costi, con il solo scopo di mantenere sicuro il network. Questo “bruciare energia” con il passare del tempo e con un’adozione sempre maggiore della rete, comporta una gestione in termini ambientali e di costi non sostenibili nel lungo termine.

La Proof of stake, cerca di ovviare a questo problema, al lavoro computazionale dei miner per la risoluzione dell’enigma, al fine di ottenere il diritto ad aggiungere il blocco, contrappone la richiesta ai partecipanti di “bloccare” una quota di moneta, la “loro stake”, aggiudicandosi così, ad intervalli particolari e in maniera casuale, il diritto di aggiungere il blocco.

In questo modo la possibilità di creare il blocco, non è affidato alla potenza computazionale, in grado di risolvere i problemi di hash, ma dalla capacità dei partecipanti di immettere cripto a garanzia (staking).

In cambio dello sforzo in termini di “stake” messe a garanzia, al fine di validare i blocchi e mantenere la sicurezza del ledger, i validatori ottengono una ricompensa.

Oltre a risolvere problemi di costi in termine di lavoro, lo staking permette una maggiore scalabilità per le blockchain, per questo motivo, insieme agli altri aggiornamenti tecnici, il nuovo protocollo Ethereum 2.0 prevederà la migrazione dalla Pow alla PoS.

Una versione alternativa è stata adottata nel 2014, prima da BitShares, successivamente anche da altri network come Steem e EOS, ed è la Delegated Proof of Stake (DPOS)questa permette agli utenti che hanno impegnato i propri fondi, di esprimere dei voti, proporzionali al capitale impegnato, per eleggere un numero di delegati che gestiscano la piattaforma per loro conto. Gli elettori, successivamente riceveranno una ricompensa dai delegati, in base ai contributi individuali.

Il sistema, grazie ad un numero minori di nodi validatori, permette una maggiore prestazione del network, sacrificando però la decentralizzazione, affidando le blockchain ad un ristretto numero di nodi convalidatori, che oltre a partecipare al raggiungimento del consenso, definiscono i parametri fondamentali di governance al suo interno.

Come funziona lo staking

Come abbiamo già visto, lo staking consiste nel congelamento di fondi da mettere a disposizioni del network, dove, ad intervalli e casualmente, l’utente viene scelto per validare il blocco, normalmente chi immette maggiori quote in palio ha più possibilità di essere scelto come prossimo validatore.

A differenza della Pow, dove per l’attività dei miner sono richiesti strumenti hardware specializzati, come le ASICrichiedendo dunque un investimento in termini di apparecchiature, lo staking prevede unicamente un investimento in termini di cripto.

In pratica, i fondi vengono depositati in un wallet adatto, dove è possibile eseguire diverse funzioni per il network ed essere ricompensati, tra queste rientra la possibilità di aggiungere fondi ad una staking pool.

La staking pool è un insieme di convalidatori, che decidono di combinare le loro risorse, per ottenere una maggiore possibilità di aggiudicarsi la convalida del blocco e la ricompensa.

Tra le diverse modalità di staking, vi è il cold staking, ovvero quel processo che prevede lo staking su di un wallet non connesso ad internet, può essere fatto, ad esempio, utilizzato un hardware wallet.

Il cold staking, è particolarmente indicato per i grandi possessori di fondi, che vogliono partecipare al network, garantendo allo stesso tempo un’elevata sicurezza.

ConsenSys Codefy

La società tecnologica ConsenSys, specializzata nello sviluppo software blockchain, sta lanciando una piattaforma di staking, ha annunciato il gruppo pilota, che fornirà feedback e richieste di funzionalità, mentre l’API di staking è in fase di progettazione, prima del lancio di Ethereum 2.0, si tratta di Codefy.

Attraverso il programma pilota, i partner acquisiscono una conoscenza più approfondita di Ethereum 2.0, ed avranno l’opportunità di essere i primi sul mercato ad offrire ai propri clienti la possibilità di fare staking.

Codefy staking

La piattaforma, nasce con l’obiettivo di ridurre al minino le barriere d’ingresso che ostacolano la partecipazione alle reti di staking, se da una parte la Proof of Stake, ha reso più inclusivo sostenere la sicurezza della rete, garantendo ai partecipanti un’elevata ricompensa, è anche vero che lo staking risulta complesso per l’utente cripto medio.

Gli utenti, non dovranno preoccuparsi di impostare nodi, di importi di staking minimi e di problemi legati alla sicurezza. Collaborando con piattaforme di exchange, fondi e portafogli il progetto ritiene di poter contribuire all’adozione di massa del Web 3.0 e di Ethereum 2.0.

Caratteristiche e servizi

Codefy staking è una piattaforma di staking as-a-Service, con un ampia varietà di funzionalità e servizi, offrirà un’integrazione diretta dalle API o un’interfaccia utente con etichetta bianca, entrambe le disposizioni, forniranno metriche dettagliate e rapporti, garantendo un tempo di attività minima del 99% per i validatori che confermano i blocchi su Ethereum 2.0, vi sarò inoltre, un sistema di supporto attivo ogni giorno, a tutte le ore.

Per la sua realizzazione, è stato usato il client di Ethereum 2.0 PegaSys Teku, scritto in javascript, consentirà alle aziende, di partecipare alla prossima evoluzione della rete Ethereum, al fine di mantenere flessibilità e tempi di validazione, Codefy staking, supporterà anche altri client di ETH 2.0.

È in programma un early adopter, si accetteranno clienti, prima del lancio di Ethereum 2.0 Beacon, che potranno usufruire di vantaggi, dovuti ad un apprendimento diretto dal team di costruzione, e con possibilità di anticipare l’ingresso nel mercato rispetto la concorrenza.

Di fondamentale importanza è l’apporto, che la piattaforma rende per quanto concerne la sicurezza, alcuni dei rischi associati al nodo validatore sono:

  • furto o perdita delle chiavi di prelievo
  • errori nel trasferimento di fondi al contratto di deposito
  • errori hardware o di connettività internet, che possono comportare una perdita dei premi del validatore

Con ConsenSys Codefi, questi rischi sono mitigati, da misure che mirano a ridurre rischi di questo tipo, le chiavi dei validatori sono conservate in ambienti protetti, con funzionalità di firma on line, protezioni di accesso a più livelli, che convalidano le transazioni impedendo utilizzi non autorizzati.

Conclusioni

Le adozioni di massa e l’applicabilità al mondo del business, a cui le blockchain e in particolare Ethereum si stanno rivolgendo, richiedono certamente delle soluzioni per quanto riguarda il lato client, che possano facilitare e sfruttare al massimo le possibilità che il mondo blockchain offre.

Il progetto ConsenSys Codefy, offre diverse soluzioni in tal senso, da strumenti che facilitano il mondo del commercio e della finanza, semplificando il business delle aziende, alla gestione di asset digitale, in maniera conforme alle normative, indipendentemente dalla giurisdizione in cui ci si trova, strumenti di risk assessmant e risk management, per aiutare le aziende a prendere determinate decisioni, valutando in tempo reale i rischi legati ai diversi asset.

L’obiettivo, deve essere costruire un’ampia coalizione, che faciliti l’avanzamento del settore blockchain enterprise, esplorare le interoperabilità tra blockchain, costruire standard comuni per facilitare l’adozione aziendale.

Delle solide basi, che possano costruire collettivamente delle soluzioni basate su blockchain, sono fondamentali per il futuro della decentralizzazione.

L’articolo Codefi: soluzione staking per Ethereum proviene da EtherEvolution.

CREDIT: FONTE ORIGINALE


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