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Fondi d’investimento crypto: come funzionano?

Lug 2, 2020 | Blockchain, Fintech | 0 commenti

Cosa sono i fondi di criptovalute? In cosa differiscono rispetto ai fondi d’investimento tradizionali?

Tokenbox

I fondi di criptovalute sono una nuova tipologia di veicolo d’investimento, comparabile ai portfolio d’investimento tradizionali come gli hedge fund, ma composti interamente da asset digitali. Per tale motivo, seguono regole leggermente differenti rispetto alle loro controparti classiche.

Sapere in cosa differiscono è fondamentale per tutti coloro che desiderano entrare in questo interessante mondo. In questa guida abbiamo pertanto definito alcuni punti chiave per i nostri lettori.

Cosa sono i fondi di criptovalute?

Il termine “fondo di criptovalute” indica un portfolio contenente un’ampia gamma di asset digitali differenti, e che viene solitamente gestito da uno o pochi individui. Gli utenti possono investire in questi fondi, così da condividere i profitti nel caso in cui il loro valore dovesse aumentare. Secondo i dati raccolti dal Crypto Fund Research, poco più della metà di questi fungono da venture capital fund e il resto è prevalentemente composto da hedge fund.

I venture capital fund coinvolgono una vasta gamma di investitori, che mettono in comune i loro soldi per acquistare piccole imprese con un enorme potenziale di crescita. Nel mondo delle criptovalute, questo solitamente si traduce nell’investimento in altcoin o nuovi progetti promettenti. Quando il valore degli asset cresce di una quantità considerata sufficiente, questi vengono venduti e gli investitori ottengono una percentuale dei profitti.

Gli hedge fund sono invece portfolio gestiti in modo da ridurre al minimo i rischi di mercato: da qui il nome “hedge”, vale a dire “copertura”. In genere gli hedge fund contengono svariate tipologie di asset, con strategie sia long che short così da diversificare quanto più possibile il portfolio e rendere il fondo resistente, o persino redditizio, durante i periodi di forte volatilità. Anche in questo caso i fondi vengono gestiti da piccoli team e spesso possono accedervi soltanto investitori di fascia alta, con investimenti minimi che vanno dalle decine alle centinaia di migliaia di dollari.

A volte gli hedge fund tradizionali impongono anche vincoli temporali, che impediscono gli investitori di prelevare i propri soldi prima di una certa data. Tendono inoltre ad avere commissioni parecchio elevate, circa il 20% dei profitti, così da incentivare i manager a compiere un buon lavoro. A tal proposito, un grosso difetto degli hedge fund è che bisogna dare piena fiducia al team che elabora e applica le strategie, e non c’è alcuna garanzia che il fondo riesca a generare dei profitti. Se mal gestiti, la volatilità di mercato può annientare gli hedge fund in un batter d’occhio. È quel che è accaduto a marzo, quando il panico scatenato dalla pandemia ha fatto crollare il prezzo di numerose criptovalute: alcuni fondi non erano preparati a una simile contrazione e sono pertanto collassati.

Strategie più comuni adoperate dai fund manager

Ora esploreremo le strategie che i gestori di fondi utilizzano per accrescere i loro investimenti. Una tattica molto comune è la cosiddetta “long/short equity”: i fund manager scelgono alcuni asset, che considerano sottovalutati e sopravvalutati, e piazzano posizioni long e short in maniera corrispondente. Se la loro analisi è corretta il valore complessivo del portfolio dovrebbe aumentare, sia in caso di mercato rialzista che ribassista.

Una strategia simile è la “market neutral”: in tal caso l’obiettivo è quello di bilanciare posizioni long e short, in modo che l’esposizione di mercato sia pari a zero. In altre parole, i fund manager piazzano posizioni al 50% long e al 50% short nella medesima industria o tipologia di asset, così da ridurre al minimo il rischio di volatilità. Ovviamente un rischio molto basso generalmente comporta anche rendimenti altrettanto bassi: per qualcuno, si tratta di un compromesso accettabile.

Un’altra strategia abbastanza comune è l’arbitrage. Esistono varie tipologie di arbitrage, ma l’idea generale è quella di comprare asset su un exchange e successivamente venderli su un altro exchange che offre un prezzo maggiore. È uno stratagemma comune fra gli hedge fund tradizionali, e la natura estremamente volatile dei mercati crypto offre spesso opportunità di arbitrage parecchio rimunerative. Capita spesso infatti che su piattaforme differenti sia presente il medesimo asset a prezzi leggermente diversi: se si agisce abbastanza in fretta, è possibile generare profitti in maniera relativamente semplice. Ma la velocità è un elemento chiave di questa strategia, per questo viene adoperata principalmente dagli high-frequency trader.

Esistono anche altre strategie, come la “global macro”, vale a dire piazzare posizioni seguendo i trend più ampi del mercato, oppure “short only”, che si concentra sullo shortare asset ritenuti sopravvalutati. C’è infine la strategia “quantitative”, che si focalizza soltanto su dati, modelli e ricerche.

Comunque sia, non è affatto raro che vengano adoperate più strategie contemporaneamente. È fondamentale che i gestori dei fondi comprendano appieno tali tecniche, e che siano sempre trasparenti con gli investitori in merito alle scelte adottate.

Molti modi di investire

Generalmente, il più grande rischio degli investimenti in un fondo di criptovalute è legato al fatto che i clienti si devono fidare di coloro che lo gestiscono: ecco perché è fondamentale condurre ricerche approfondite prima di compiere una scelta. Per molti, la collaborazione con un’azienda rispettabile è fondamentale. Alcuni dei nomi più importanti del settore sono Digital Currency Group, Galaxy DigitalPantera Capital: queste aziende si focalizzano su criptovalute e su altri asset digitali.

Purtroppo, questi fondi richiedono grossi investimenti iniziali da parte di individui qualificati. Fortunatamente, i piccoli investitori interessati a entrare nel settore dei fondi crypto possono aderire a progetti come Tokenbox: oltre a fungere da classico exchange e wallet, gli utenti di Tokenbox possono “tokenizzare” i loro portfolio oppure investire nei token presenti nei portfolio altrui.

Si tratta di un metodo semplice e veloce per avviare un nuovo fondo crypto, oppure partecipare a uno già esistente. I token legati ai portfolio vincenti possono essere a loro volta acquistati e venduti, e il loro valore è direttamente legato alle prestazioni del fondo stesso. I manager di successo possono inoltre mettere in mostra i propri risultati, così da attirare ulteriori investitori. Tutto questo senza la necessità di un massiccio investimento iniziale: si tratta di un’operazione estremamente semplice, comparabile all’acquisto di una criptovaluta su un exchange.

Un settore molto promettente

Il futuro dei fondi di criptovalute appare radioso. Secondo uno studio condotto da PricewaterhouseCoopers e Elwood Asset Management Services Ltd., il valore complessivo degli Assets Under Management di questi fondi è cresciuto da un miliardo di dollari nel 2018 a due miliardi nel 2019: in un solo anno, la grandezza del mercato è raddoppiata. Inoltre, il rendimento mediano di questa tipologia di investimento nel 2019 è stato del 30%, in leggero calo rispetto al 2018 ma ben al di sopra della maggior parte degli hedge fund tradizionali.

Sebbene in questi fondi sia presente un’ampia varietà di criptovalute, lo studio ha scoperto che il 97% offre Bitcoin (BTC) e il 67% Ether (ETH). Circa un terzo dei fondi d’investimento crypto offre anche XRP (XRP), Bitcoin Cash (BCH) e Litecoin (LTC).

Si tratta di un mercato ancora estremamente giovane. Man mano che le criptovalute verranno adottate dalle masse, è logico supporre che il numero e il valore di questi veicoli d’investimento continuerà a crescere. Ovviamente i rischi saranno sempre presenti, per questo gli investitori dovrebbero condurre ricerche appropriate, ma il potenziale ancora non sfruttato degli asset digitali è molto promettente. E se, grazie a piattaforme come Tokenbox, è possibile portare in questo mondo anche i piccoli investitori, nei prossimi anni i fondi crypto potrebbero crescere in maniera esponenziale.

Per maggiori informazioni su Tokenbox, clicca qui

Avviso. Cointelegraph non supporta alcun contenuto o prodotto presente su questa pagina. Ci impegniamo ad offrire ai nostri lettori quante più informazioni possibili sui progetti, ma gli utenti dovrebbero comunque compiere le proprie ricerche prima di intraprendere qualsiasi azione legata a questa azienda, e assumersi la totale responsabilità delle proprie decisioni. Questo articolo non può essere considerato un consiglio d’investimento.


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