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La blockchain nei futuri piani dell’Australia per combattere le frodi alimentari

Set 6, 2020 | Blockchain, Mondo | 0 commenti

Le frodi alimentari costano all’economia australiana ben 1,7 miliardi di dollari all’anno: la blockchain potrebbe risolvere questo problema

Un forum sulla supply chain con esperti locali e funzionari governativi ha sostenuto l’utilizzo della tecnologia blockchain per combattere le frodi alimentari, che ogni anno danneggiano il settore primario dell’Australia per circa 1,7 miliardi di dollari.

Il vicepresidente di Blockchain Australia, Rob Allen, il 4 settembre ha moderato la tavola rotonda online, analizzando casi d’uso della blockchain nel settore della supply chain per un pubblico di oltre 150 partecipanti.

Allen ha iniziato affermando che la verifica dell’autenticità dei prodotti australiani è una delle maggiori sfide che l’industria agricola del Paese deve affrontare, sia nel mercato locale che in quelli d’oltremare.

Chloe White, National Blockchain Lead del Dipartimento dell’Industria, ha spiegato che l’Australia è un forte esportatore di prodotti agricoli, e l’uso della tecnologia blockchain può fornire una certificazione di provenienza per combattere le frodi alimentari e vinicole, che costano all’Australia almeno 1,7 miliardi di dollari all’anno.

Il direttore di AgTech Capital, Al Fullerton, ha sottolineato come questo problema sia sentito anche al di fuori dell’Australia, citando la sua esperienza lavorativa in tutto il Sud-Est asiatico, dove le frodi alimentari, le false dichiarazioni e la tracciabilità della provenienza sono problemi seri.

Fullerton ha aggiunto che gli acquirenti dei finti prodotti australiani comprano questi beni perché ritengono siano pregiati, anche se esistono delle tattiche che possono ridurre la loro qualità prima che raggiungano il consumatore finale. Come esempi, ha citato una bottiglia d’acqua australiana che viene riempita e rivenduta a sette volte il suo prezzo in Cina, o il petrolio venduto “di nascosto ai contrabbandieri” che lo annacquano e successivamente lo rivendono.

Fullerton sostiene che la blockchain può essere utilizzata per aumentare la trasparenza e l’affidabilità dei dati per l’autenticazione dei prodotti.

Secondo Bridie Ohlsson, CEO di Geora, piattaforma agricola blockchain, le soluzioni basate su registri distribuiti offrono anche notevoli vantaggi e aumenti di efficienza alle industrie di certificazione alimentare e agricola, che attualmente si affidano in larga misura a certificati cartacei facilmente falsificabili.

Ohlsson ha dichiarato che molte aziende si impegnano notevolmente e affrontano costi elevati per ottenere queste certificazioni, che in realtà per loro sono solo un inutile pezzo di carta inchiostrato. Con la tecnologia blockchain le certificazioni possono essere memorizzate digitalmente, aumentando notevolmente la loro resistenza alla contraffazione e, conseguentemente, il loro reale valore.

Il gruppo di esperti ha concluso che la mancanza di alfabetizzazione tecnologica è la più grande barriera alla più ampia adozione della blockchain. Katrina Donaghy, CEO di Civic Ledger, che ha spiegato come la maggior parte delle persone abbia difficoltà a comprendere tale tecnologia: la donna ha quindi proposto di approntare iniziative educative volte a migliorare le conoscenze tecnologiche degli australiani.

Il panel ha anche annunciato il lancio del primo Centro di Ricerca Cooperativo (CRC) australiano con un forte focus sulla blockchain. Il CRC ha raccolto 60 milioni di dollari da utilizzare per promuovere l’adozione di blockchain presso le startup australiane, con un fondo di 25 milioni di dollari messo a disposizione dal governo australiano.

Il CRC dovrebbe aprire i battenti nell’ottobre 2021.

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