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La domanda istituzionale per le crypto non è in calo, ma il suo impatto sarà graduale

Feb 2, 2021 | Fintech, Mondo, Politica | 0 commenti

Con l’arrivo negli Stati Uniti di un nuovo stimolo da 2.000 miliardi di dollari, le istituzioni continueranno a considerare Bitcoin un modo per proteggersi dall’inflazione

La scorsa settimana, quando BTC oscillava intorno alla soglia dei 30.000$, diversi esperti avvertivano gli investitori di prepararsi all’impatto, suggerendo che il principale asset crypto fosse sull’orlo di una correzione e sarebbe potuto scendere ancora una volta verso i 20.000$.

Tuttavia, in un solo giorno Bitcoin ha cambiato direzione, ritestando il limite dei 38.500$ per poi assistere ad un sell-off e alla fine stabilizzarsi intorno ai 33.500$. Mentre la maggior parte dei veterani crypto non hanno battuto ciglio, altri hanno bollato il rialzo come “la Candela di Elon”, riferendosi ad Elon Musk, il CEO di Tesla, che ha incluso “Bitcoin” nella sua biografia di Twitter e ha inviato il seguente messaggio ai suoi follower:

“Col senno di poi, era inevitabile”.

Indipendentemente dalla causa, la recente volatilità dei prezzi ha spaventato gli investitori istituzionali, oppure stanno ancora cercando di comprare Bitcoin? Ma se fosse vera la seconda ipotesi, sarebbe strano vedere BTC continuare ad oscillare tra i 30.000 e i 40.000 dollari, proprio quando emergono diversi report secondo cui grandi player stanno comprando somme considerevoli di Bitcoin. Per esempio, il 22 gennaio, quando BTC è sceso del 15%, MicroStrategy ha annunciato un acquisto di BTC del valore di circa 10 milioni di dollari.

Sull’argomento, George Donnelly, CEO di Panmoni, società che lavora con Bitcoin Cash, ha detto a Cointelegraph che non c’è assolutamente alcun dubbio sul fatto che le istituzioni stiano ancora cercando di acquistare Bitcoin:

“Grayscale sta per creare alcuni nuovi trust DeFi, e la gente sta comprando azioni di MicroStrategy per avere esposizione a BTC. BTC potrebbe essere bloccato intorno a 30K perché l’interesse dei retailer sembra scarso. Questo bull market finora non è così rumoroso come l’ultimo. Sembra coinvolgere meno persone.”

Inoltre, Donnelly ha dichiarato che una ragione fondamentale per cui il BTC non è ancora schizzato in alto è perché gli sviluppatori della moneta hanno “consapevolmente limitato il throughput della rete per motivi ideologici” e hanno anche tentato di deviarne l’uso verso le sue reti Layer-2, riducendo così la sicurezza dell’ecosistema. Pur con queste limitazioni, il dirigente crede che nei prossimi tre mesi BTC “supererà la soglia dei 40.000$.

Bitcoin non è in stallo, si sta semplicemente adattando

Con un altro pacchetto di stimoli da 2.000 miliardi di dollari apparentemente in arrivo negli Stati Uniti, ancora una volta si sta generando moltissimo hype intorno alle criptovalute: una quantità crescente di persone sta iniziando a comprendere le implicazioni future di tale stampa incontrollata di denaro, e come questa potrebbe svalutare il dollaro americano a livelli senza precedenti.

Filipe Castro, co-fondatore di Utrust, una piattaforma di e-commerce che accetta criptovalute, ha spiegato a Cointelegraph che la continua espansione dell’offerta monetaria del dollaro statunitense renderà presto evidenti gli effetti dell’inflazione nascosta nell’economia americana:

“L’inflazione non è stata molto sentita dai consumatori in beni e servizi, ma si è manifestata con l’aumento dei beni denominati in dollari, come le azioni, gli immobili, le materie prime e le criptovalute. Molte istituzioni hanno scelto di non detenere contanti come bene rifugio, ma hanno invece investito i loro capitali di conseguenza.”

L’imprenditore ha inoltre sottolineato che le istituzioni in genere non scambiano direttamente sul mercato, ma acquistano invece da un intermediario depositario, con quest’ultimo che di solito si assicura in anticipo la liquidità necessaria, riducendo così al minimo l’influenza immediata del mercato all’ingresso di grandi acquirenti.

Ciò significa che, secondo Castro, un’impennata della domanda si riflette in modo asincrono nel tempo e agisce con grandi variazioni periodiche piuttosto che con un risultato rapido: “È probabile quindi che qualsiasi impennata futura richiederà tempo per manifestarsi e avverrà in grandi e brusche oscillazioni“.

L’interesse istituzionale è qui per rimanere

Anche se si potrebbe pensare che l’interesse mainstream sia in calo, bisogna tenere a mente che i cicli di acquisto istituzionali funzionano in modo molto diverso rispetto all’attività dei trader individuali e delle istituzioni più piccole.

Per esempio, Castro ha evidenziato che solo poche istituzioni hanno effettivamente un’esposizione attiva su Bitcoin, compresi alcuni family office. Inoltre, le procedure di approvazione per i nuovi asset possono richiedere mesi se non addirittura anni per essere completate.

Anche Lennix Lai, director of financial markets dell’exchange OKEx, ha sottolineato che l’indebolimento del dollaro sta spingendo molte istituzioni verso asset di riserva alternativi, come appunto Bitcoin:

“BTC rimane un asset ad alto rischio, e credo che alcuni investitori istituzionali abbiano ancora clienti con un atteggiamento prudente. Se il BTC riuscirà a mantenere il suo disaccoppiamento dal mercato azionario, e le azioni alla fine caleranno a seguito della riduzione degli acquisti da parte della FED, potremmo vedere un’altra ondata di fondi correre verso BTC.”

Detto questo, varie questioni contribuiscono all’attuale quadro di incertezza economica: le mutazioni del COVID-19, la lentezza delle vaccinazioni, i lockdown globali e l’aumento della disoccupazione: tutto ciò potrebbe influenzare i mercati finanziari, comprese le criptovalute, come si è visto nel corso degli ultimi 12 mesi.

Nischal Shetty, CEO dell’exchange WazirX, ha ribadito che il motivo per cui un numero crescente di fondi sta continuando a studiare Bitcoin è che la criptovaluta si sta trasformando in una buona copertura contro l’inflazione, i cui effetti sono destinati a farsi sentire prima o poi, poiché la quantità di denaro nel mondo continua a crescere:

“Con l’aumento dell’inflazione, crediamo che ci sarà un maggiore afflusso di investitori istituzionali che comprano Bitcoin”.

Castro ha dichiarato che l’interesse istituzionale è solo all’inizio e che i recenti annunci dovrebbero essere visti semplicemente come un “campanello d’allarme” per altri player che non hanno ancora capito l’importanza di questo settore:

“Siamo ancora lontani da un interesse istituzionale diffuso. Siamo certi che crescerà, se altre grandi istituzioni diversificheranno in BTC e in altre criptovalute”.

Un altro breakout è inevitabile?

Sebbene vi siano svariati modi per analizzare Bitcoin e tentare di prevedere i suoi futuri movimenti di prezzo, di fatto è impossibile indovinare in maniera certa le oscillazioni di un qualsiasi asset. Vi sono tuttavia una serie di indicatori che consentono di ricavare una valutazione potenziale.

A tal proposito Lai ha sottolineato che, sulla base dei dati storici relativi alle prestazioni di BTC post-halving, l’asset potrebbe essere vicino ad una bull run verso i 50.000$ e persino raggiungere i 100.000$ entro aprile 2021.

Castro ritiene che non ci sia ancora un modello accurato per descrivere il comportamento di BTC, ma al tempo stesso evidenzia che lo Stock-to-Flow di PlanB ha più volte dato prova della sua validità: secondo questo modello, Bitcoin raggiungerà un prezzo compreso fra i 100.000 e i 288.000 entro la fine del 2021.

Leggi anche: Le istituzioni continuano a prevedere un prezzo di 100.000$ per Bitcoin

Un altro motivo per cui fare tali previsioni è così difficile, spiega Shetty, è che con ogni crescita nel prezzo del Bitcoin, gli HODLer di lunga data applicano una crescente pressione di vendita:

“Questi sono investitori che prendono posizioni long e vogliono vendere a certi punti di prezzo storici. 40.000 dollari sembra essere stato quel punto di prezzo storico, in cui molti vecchi possessori di Bitcoin hanno deciso di liquidare”.

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