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Le carte Mastercard con cui spendere Bitcoin

Feb 21, 2021 | Fintech, Trading | 0 commenti

Ci sono diverse carte Mastercard che consentono di spendere bitcoin in valuta fiat. 

Si tratta di carte appoggiate a wallet o exchange crypto, sul cui conto si possono depositare bitcoin e criptovalute, e che consentono di effettuare normali pagamenti in valuta fiat sul circuito Mastercard alimentati da criptovalute.

In altri termini non è necessario avere denaro fiat per pagare, perchè le criptovalute vengono convertite istantaneamente in valuta fiat al momento del pagamento.

Le due principali sono sicuramente quelle citate dalla stessa Mastercard come partner: Wirex e BitPay. L’unica altra carta citata da Mastercard è quella dell’exchange LVL.

Queste tre carte sono frutto di vere e proprie partnership di Mastercard con altrettanti operatori crypto, mentre le altre sono normali carte alimentate con criptovalute e che consentono pagamenti sul circuito Mastercard.

Altre cinque carte sono quelle elencate su bestbitcoincard.com/mastercard (AdvCash, Revolut, Bitwala, Raxcard e Bitplastic), ma ve ne sono anche altre, come N26 e Uquid.

A dire il vero molte carte di debito alimentabili con criptovalute girano sul circuito Visa, tanto che quelle più usate e famose appartengono proprio a questo gruppo.

L’unica eccezione è Wirex, in assoluto una delle carte crypto più note ed utilizzate al mondo, oltre che una delle prime. Anzi, Wirex consente addirittura di scegliere tra carta Visa e carta Mastercard.

Sicuramente anche quella di BitPay è ben nota ed utilizzata, ma non appartiene al ristretto gruppo di carte crypto decisamente famose all’interno di questo mondo.

Le diverse tipologie di carte Mastercard con cui spendere Bitcoin

Bisogna però distinguere tra diverse tipologie.

Innanzitutto esistono carte Mastercard che sono associate a wallet non custodian, ed altre invece che sono appoggiate su wallet di terze parti. 

Tra queste ultime c’è sicuramente Revolut, in assoluto una di quelle più usate, ma che non consente agli utenti il possesso delle chiavi private del wallet. Invece ad esempio il wallet di BitPay è non custodial, pertanto solo l’utente ha il pieno ed esclusivo possesso dei suoi token.

Inoltre esistono carte che consentono il deposito ed il prelievo diretto dei token, ed altre che invece consentono solo l’acquisto e la vendita. Tra queste ultime c’è Revolut, che sebbene sia in assoluto una delle più famose ed utilizzate al mondo è anche allo stesso tempo una di quelle con le minori funzionalità crypto. A dire il vero comunque quasi tutte consentono anche depositi e prelievi diretti di token.

Altra differenza riguarda i costi di possesso ed utilizzo. In genere possedere una di queste carte non ha un costo, ma ad esempio Revolut da questo punto di vista fa eccezione. C’è però da dire che Revolut non è solamente una carta di debito, ma un vero e proprio conto corrente bancario con molte funzionalità. Sicuramente tra tutte è quella che, insieme a N26, offre il maggior numero di servizi tradizionali fiat-based, ma il minor numeri di servizi crypto.

Altro punto chiave sono i costi delle transazioni, ed in particolare dei cambi in fiat. Ad esempio Wirex offre zero fee sugli scambi, ma anche altre offrono la stessa caratteristica.

Da questo punto di vista probabilmente però è ancora più importante l’eventuale spread sui tassi di cambio, visto che in genere è proprio sul cambio in fiat che il gestore della carta guadagna. Questo oltretutto è un dato spesso non facile da acquisire, e per nulla semplice da verificare. In genere però le carte che non hanno costi di gestione hanno costi di utilizzo più elevati.

Infine ogni carta ha dei limiti di utilizzo. Ad esempio Wirex pone un limite di 400 sterline ai prelievi mensili, ma non pone limiti di spesa. Essendo carte di debito alimentate in criptovalute, una volta che si detengono token sul relativo wallet in genere è possibile spendere questi liberamente, sebbene i gestori siano tenuti ad alzare la soglia di attenzione quando si alzano i volumi movimentati dagli utenti.

In altre parole ce ne sono un po’ per tutte le esigenze, pertanto conviene confrontarne le caratteristiche prima di scegliere quella che si preferisce usare.

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