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Le nuove norme sudcoreane in materia di KYC potrebbero essere incompatibili con le leggi sulla privacy

Set 25, 2020 | Blockchain, Mondo | 0 commenti

Questa aporia giuridica rischia di mettere in seria difficoltà gli operatori crypto del Paese asiatico: verrà risolta prima dell’implementazione della legge?

Il governo sudcoreano si sta preparando ad implementare i processi di compliance con le nuove normative in tema di Know Your Customer (KYC) ed antiriciclaggio (AML). Ma c’è confusione tra i giuristi, dato che alcune previsioni normative sembrano in contraddizione con altre leggi.

Secondo il Digital Today, i nuovi requisiti sarebbero in contrasto con il Personal Information Protection Act, il quale stabilisce che le aziende locali non possono richiedere i numeri di previdenza sociale.

Il provvedimento riguarda anche gli istituti finanziari, anche se questi possono formulare tali richieste in circostanze eccezionali, come ad esempio per operazioni bancarie di notevole entità.

Il decreto di esecuzione dello Special Payment Act dovrebbe entrare in vigore nel marzo 2021 e imporrà ai “virtual asset services provider” di confermare l’identità dei clienti verificando alcuni dati personali, come ad esempio i numeri di previdenza sociale.

Una nota speciale rilasciata dal Financial Information Analysis Institute ha affrontato l’attuale situazione di ambiguità causata dalla legge, che impone agli exchange nuovi requisiti di AML e KYC. L’Istituto sostiene che, poiché gli exchange svolgono le proprie operazioni esclusivamente su Internet, risultano più simili a un “venditore per corrispondenza, come un centro commerciale su Internet” che a un ente finanziario:

“Ciò non significa che i venditori di asset virtuali abbiano lo status di operatori finanziari, oppure che siano società finanziarie istituzionali alla luce dell’applicazione della legge speciale sulla moneta.”

Alcuni giuristi sudcoreani del settore hanno dichiarato che, a causa dell’ambiguità delle nuove norme AML-KYC, “c’è ancora molta strada da fare, anche se tali modifiche fossero incluse nel Virtual Asset Business Rights Act“.

Anche questo progetto di legge sulle crypto entrerà in vigore a marzo del prossimo anno: prevede che gli exchange debbano richiedere il vero nome dei clienti per creare un account, oltre all’autenticazione ISMS. Inoltre, viene richiesto agli exchange di implementare un sistema di reportistica delle loro transazioni entro sei mesi dall’attuazione della legge.

Tuttavia gli esperti ritengono che la questione dovrebbe essere discussa il più presto possibile, chiarendo così lo status degli exchange nell’ambito delle prossime misure AML-KYC, in primis dal punto di vista della richiesta dei numeri di sicurezza sociale dei clienti.

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