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Reserve Bank: l’Australia non ha bisogno di una central bank digital currency

Set 21, 2020 | Blockchain, Fintech, Mondo | 0 commenti

A differenza di Cina, Svezia e Canada, l’Australia è restia ad emettere una CBDC.

Mentre altri paesi danno la massima priorità alle central bank digital currency, conosciute anche come CBDC, l’Australia sembra decisa a opporsi alla tendenza.

Secondo il report pubblicato il 17 settembre da una testata locale, il più recente documento in materia di pagamenti della Reserve Bank of Australia ha espresso una posizione cauta e scettica per quanto riguarda le CBDC e le stablecoin del settore privato.

La RBA crede che non siano presenti forti motivi strategici per emettere una CBDC in Australia, evidenziando il successo di New Payments Platform, un nuovo sistema di pagamento in tempo reale.

Inoltre, sebbene l’uso dei contanti per le transazioni stia generalmente diminuendo, gli australiani non stanno abbandonando le banconote alla stessa velocità di altre popolazioni, come ad esempio gli svedesi.

Durante la pandemia di COVID-19, la domanda di denaro contante ha in realtà segnato un aumento significativo, ha fatto notare il documento. La RBA ha quindi preso l’impegno di continuare a fornire l’accesso alle banconote “finché gli australiani desiderano continuare a utilizzarle.”

Il documento della banca centrale ha analizzato le iniziative avviate in Svezia, Canada e Cina, tre dei paesi più proattivi per quanto riguarda lo sviluppo di CBDC.

Nel caso della Svezia, la RBA ha fatto notare che il calo dell’uso di contanti è forte già da diversi anni, e ha spronato la Riksbank a sviluppare (e testare) una potenziale e-krona.

Nel frattempo, la Bank of Canada si sta preparando alla potenziale emissione di una CBDC retail quando questa si rivelerà opportuna. Il Canada contempla due scenari in cui l’emissione di CBDC potrebbe diventare vantaggiosa: un crollo dell’utilizzo di contanti per le transazioni quotidiane, oppure una minaccia alla politica monetaria nazionale posta dalla circolazione di una valuta digitale del settore privato.

Da parte sua, la RBA ha ribadito le prospettive incerte delle future valute di questo tipo come Libra di Facebook, ricordando che resta effettivamente da vedere se quest’ultima “otterrà l’approvazione normativa e diventerà operativa.”

Per quanto riguarda la Cina, la RBA ha ipotizzato che lo slancio dietro la già avanzata CBDC del paese è legato alla prevalenza domestica dei fornitori di wallet per e-money nel settore privato, come Alipay e WeChat Pay.

Secondo la RBA, una CBDC potrebbe avere notevoli risvolti negativi per il paese, tra cui maggiori costi di finanziamento per le banche commerciali.

Attualmente, le banche ricevono circa il 60% dei loro finanziamenti dai depositi, e due terzi di questa quota provengono da depositi a vista. La perdita di finanziamenti da depositi potrebbe costringere le banche commerciali a dover fare maggiore affidamento su finanziamenti dai mercati azionari e dei capitali. Il documento ha segnalato:

“La perdita di finanziamenti da depositi e la maggiore dipendenza da altre fonti di finanziamento potrebbe risultare in un certo aumento dei costi di finanziamento delle banche, tradotto in una riduzione dei loro bilanci e del livello di intermediazione finanziaria.”

Inoltre, una CBDC potrebbe aumentare le probabilità di una corsa agli sportelli a livello generale in caso di tensioni finanziarie. Secondo la RBA, “in presenza di una CBDC, potrebbe diventare possibile una corsa agli sportelli relativa al sistema bancario nel suo complesso; se i depositanti dovessero nutrire dubbi in merito all’intero sistema finanziario, potrebbero cercare di effettuare trasferimenti su larga scala di depositi in banche commerciali verso CBDC.”

Tuttavia, la RBA ha ammesso che questa minaccia verrebbe mitigata dalla protezione esistente offerta dal sistema di crediti finanziari australiano per i depositi delle famiglie.

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