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Secondo gli esperti della DeFi, Ethereum 2.0 non è la risposta alle commissioni elevate

Set 8, 2020 | Blockchain, De-Fi, Fintech | 0 commenti

Una soluzione migliore potrebbe emergere prima ancora della sua introduzione

Le commissioni delle transazioni sulla blockchain di Ethereum sono a massimi storici, mentre la popolarità della finanza decentralizzata attira sempre più nuovi utenti al network.

Il 3 settembre, diversi esperti DeFi e informatici si sono riuniti in occasione dell’evento DeFi Marathon di Cointelegraph China, condividendo riflessioni sulle potenziali soluzioni al problema delle commissioni elevate. Nonostante la differenza di opinioni sui metodi da utilizzare, tutti hanno concordato che Ethereum 2.0 non è la risposta agli alti costi di transazione.

Sergej Kunz, CEO del primo exchange decentralizzato 1inch, Mounir Benchemled, fondatore e CEO di ParaSwap, una soluzione middleware che collega protocolli dApp ed exchange, e il professor Alex Kumanovic, co-fondatore di bloXroute Labs, un network di distribuzione blockchain (o BDN) che consente una comunicazione globale tra network più veloce, hanno dichiarato che Ethereum 2.0 ha determinati compromessi. Potrebbe non essere ancora abbastanza scalabile e sicura per agevolare le transazioni degli utenti.

Ethereum 2.0 è un importante aggiornamento per l’attuale mainnet pubblico di Ethereum. Sebbene sia stato progettato per accelerare l’utilizzo e l’adozione di Ethereum migliorandone le prestazioni, Kunz ha sottolineato che gli attuali gas price allontanerebbero molti nuovi utenti dalla DeFi.

L’aggiornamento non aveva previsto il grande hype che circonda la DeFi. Quindi, per fare in modo che tutti possano partecipare, l’infrastruttura deve essere ridefinita da zero. Kunz ha commentato:

“Occorre rivedere tutto. Puoi migrare gli smart contract al codice, ma non è scalabile. Per riuscire a scalare, è necessario creare standard e introdurre protocolli basati sulla nuova architettura di sharding, come NEAR, che è simile a Ethereum 2.0.”

Mounir ha aggiunto che, anche se Ethereum 2.0 fosse scalabile, potrebbe volerci troppo tempo. Il motivo alla base del ritardo è principalmente legato alla sicurezza. Il team deve assicurarsi che sia abbastanza sicuro prima del lancio, considerando la sua importanza.

Kunz, Mounir e Kumanovic hanno concordato sul fatto che spostare tutti i progetti su Ethereum 2.0 non sia pratico:

“Per farlo funzionare, tutte le applicazioni dovrebbero spostarsi su una singola piattaforma. I progetti principali potrebbero riuscire a ottenere il consenso, ma potrebbe essere difficile nel caso di altri progetti con interessi diversi. Verranno creati nuovi ponti per consentire l’interoperabilità.”

Secondo Mounir, stanno arrivando sempre più metodi per risolvere il problema delle commissioni, come le soluzioni layer-2, utilizzate per introdurre sistemi di scalabilità blockchain costruiti su un livello esterno al mainnet di un network. L’idea generale è quella di spostare il carico delle transazioni, o almeno una parte, al di fuori del network blockchain.

Tuttavia, Mounir ha precisato che questa soluzione presenta due principali ostacoli, la complessità dello spiegare il funzionamento del layer-2 agli utenti finali e il rischio di non riuscire a pagare immediatamente i fondi a questi utenti. Di conseguenza, ha suggerito che agli utenti conviene cercare strumenti già esistenti. Il progetto di Kumanovic si pone l’obiettivo di evitare le commissioni elevate.

Secondo Kumanovic, bloXroute sta costruendo un’infrastruttura che aiuta i trader a trasferire asset in modo più veloce e intelligente utilizzando lo strumento Tx Stream del progetto.

Lo strumento presenta tre tipi di API, che consentono ai trader di “sentire” le transazioni più rapidamente. Questo significa che, grazie allo strumento, i trader hanno più possibilità di vincere in “scenari di competizione” tra cui la liquidazione di CDP, le opportunità di arbitraggio Capture, così come maggiori probabilità di essere aggiunti nel blocco successivo e bypassare la congestione delle commissioni:

“Un’API permette alle transazioni di raggiungere la mining pool più rapidamente delle altre. La seconda API riguarda le commissioni. Esaminando l’intero spazio, possiamo collegare i trader o chiunque altro si iscriva ancora prima che i miner sappiano cosa sta succedendo. La terza API su cui stiamo lavorando fornisce un feedback in tempo reale sulle transazioni dei trader…”

Kumanovic ha concluso spiegando che, prima dell’introduzione di Ethereum 2.0, dovremo vivere le nostre vite. Occorre collaborare con tutti i coinvolti: la comunità, i generatori di transazioni, i miner, ecc. Dobbiamo creare applicazioni e portare utenti a bordo prima dell’arrivo di 2.0.

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