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Secondo un report FATF, Binance cambierebbe spesso sede legale per evitare regolamentazioni più stringenti

Set 16, 2020 | Blockchain, Mondo | 0 commenti

Nel documento non viene citato espressamente il famosissimo exchange, ma gli indizi sembrano puntare in questa direzione

Un nuovo report della Financial Action Task Force (FATF) descrive in dettaglio alcuni segnali allarmanti che possono aiutare a identificare le attività illecite che coinvolgono le criptovalute. Tra queste vi è una serie di linee guida generali che riguardano gli exchange in giurisdizioni con normative più deboli: secondo il documento, sembra che Binance sposti spesso le proprie attività per evitare di dover applicare normative più stringenti.

Il report, pubblicato il 14 settembre, elenca svariati campanelli d’allarme che possono essere utilizzati per individuare il riciclaggio di denaro o il finanziamento del terrorismo, raggruppati per categorie. La maggior parte di essi si incontrano comunemente anche nella finanza tradizionale: giovani o anziani che improvvisamente effettuano transazioni di enormi somme, o trasferimenti suddivisi in molte tranche appena al di sotto della soglia di segnalazione, ad esempio.

Nella sezione relativa al rischio geografico, il report sottolinea che anche gli exchange operanti in giurisdizioni con norme antiriciclaggio deboli sono potenzialmente pericolosi. Il documento descrive in dettaglio come un exchange in particolare si è spostato più volte per evitare di sottostare a regolamentazioni più severe:

“In vista dell’attuazione del divieto delle operazioni VASP nella giurisdizione A in Asia nel 2017, un VASP [exchange] che aveva la propria sede nella giurisdizione A ha trasferito le sue operazioni nella giurisdizione B nella stessa regione.

Nel 2018, la Giurisdizione B ha intensificato il suo regime giuridico in materia di antiriciclaggio e di finanziamento del terrorismo (AML/CFT) in seguito ad attacchi hacker significativi ai danni di alcuni importanti VASP (exchange).

Nel marzo 2018, il VASP ha annunciato l’intenzione di trasferire la propria sede nella giurisdizione C in Europa (che all’epoca non aveva ancora introdotto un regime completo di antiriciclaggio e di lotta al finanziamento del terrorismo in relazione ai VA e ai VASP). Più tardi, nel novembre 2018, la Giurisdizione C ha introdotto alcune norme sui VASP e nel febbraio 2020 ha confermato che non era stata data alcuna autorizzazione al VASP corrispondente per operare.

Report più recenti, del 2020, hanno indicato che il VASP aveva già trasferito la sua sede e il suo domicilio legale nella giurisdizione D in Africa.”

L’exchange in questione è molto probabilmente Binance, che è nato in Cina per poi trasferirsi in Giappone e successivamente a Malta. In seguito a dei report del febbraio 2020 da parte delle autorità maltesi secondo le quali l’exchange non è mai stato autorizzato ad operare nel Paese, Binance non ha più chiarito la questione della sua attuale giurisdizione. Secondo alcuni avrebbe sede legale nelle Isole Cayman, anche se il FATF sembra credere che la sua vera ubicazione sia in Africa, forse alle Seychelles.

La formulazione del rapporto suggerisce che il FATF considera un potenziale campanello d’allarme qualsiasi transazione con Binance ed altri exchange con sede in Paesi con “normative antiriciclaggio/CTF inadeguate“.

Il rigoroso rispetto di queste regole potrebbe implicare che gli exchange regolamentati sarebbero costretti a vietare i trasferimenti diretti verso una qualsiasi di queste piattaforme. Altre regole che implicano il mixing ed il tumbling dei fondi renderebbero illeciti anche i prelievi indiretti che passano attraverso i wallet degli utenti.

Tuttavia, le giurisdizioni e gli exchange di tutto il mondo non hanno ancora adottato appieno le linee guida FATF, e le interpretazioni individuali potrebbero creare delle scappatoie per alcune piattaforme.

Non mancano inoltre le problematiche tecniche legate all’implementazione, in quanto la natura pseudonima della blockchain potrebbe rendere difficile l’identificazione dei metadati degli utenti richiesti dalla Travel Rule della FATF.

Nonostante la deadline per l’attuazione della regolamentazione sia scaduta lo scorso giugno, alcuni esperti ritengono che ci vorranno anni per una piena implementazione.

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