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ShapeShift: la centralizzazione percepita potrebbe uccidere i network PoS

Feb 12, 2021 | Blockchain | 0 commenti

ShapeShift ritiene che la percezione pubblica relativa al grado di centralizzazione di un network potrebbe decidere le sorti delle attuali piattaforme per smart contract

Un nuovo report suggerisce che Cosmos, Polkadot e NEAR potrebbero non riuscire a prendere piede se considerati troppo centralizzati, come dimostra l’esempio di EOS.

L’exchange di crypto asset non-custodial ShapeShift ha pubblicato un report prevedendo che quest’anno i network Proof-of-Stake scalabili per smart contract Polkadot, Cosmos e Near verranno messi a dura prova.

Il report anticipa che presto le affermazioni di maggiore scalabilità senza sacrificare sicurezza o decentralizzazione fatte dai network saranno testate direttamente. ShapeShift sottolinea che la distribuzione dei token nativi di Polkadot e NEAR sembra piuttosto centralizzata a causa delle “allocazioni di token relativamente elevate per i membri del team”, mentre l’architettura pluralistica di Cosmos richiede a ciascuna delle sue “zone” individuali di reclutare validatori indipendenti, rendendo più difficile per ogni zona garantire una sicurezza adeguata.

Kent Barton, l’autore del report, ipotizza che il grado di centralizzazione percepito delle rispettive piattaforme determinerà probabilmente quale blockchain prospererà e quale non riuscirà a prendere piede, affermando:

“Questa dinamica è già avvenuta con EOS, in cui le prove di collusione tra validatori sembrano aver svolto un ruolo nella crescita anemica degli sviluppatori nell’ultimo anno.”

ShapeShift prevede che quest’anno la promessa dell’interoperabilità tra piattaforme per smart contract verrà messa alla prova, e che “valore e dati inizieranno a fluire in modo trustless tra diversi ecosistemi crypto.

Inoltre, il report evidenzia che sarà difficile progettare sistemi in grado di nascondere la complessità associate all’interoperabilità blockchain:

“Una più ampia adozione richiederà probabilmente che le complessità dell’interoperabilità diventino quasi invisibili agli utenti.”

Sottolineando l’assenza di una soluzione “unica” per gli smart contract, ShapeShift prevede che exchange e applicazioni decentralizzate si adatteranno alle specifiche capacità offerte da diverse piattaforme. Tuttavia, il report avverte che le innovazioni porteranno anche nuove vulnerabilità, come dimostrano i numerosi flash loan exploit subiti a fine 2020 dai protocolli DeFi:

“Gli ecosistemi blockchain emergenti avranno probabilmente una propria versione dei flash loan, nuove potenti funzioni che rischiano di far perdere fondi agli utenti.”

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