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Trump-Biden, le principali differenze

Nov 9, 2020 | Advisors Tips, Mondo, Politica | 0 commenti

Joe Biden è il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America.

In linea generale , senza entrare nel dibattito politico, nella campagna elettorale Trump ha sfruttato i risultati positivi del passato per fare leva alla sua campagna elettorale, anziché fare nuove proposte per il secondo mandato. Spinta soprattutto dalla riforma fiscale del 2018, la crescita degli Stati Uniti si è attestata sui livelli di 2.4% (contro il 2% previsto) tra il 2017 e il 2019, spingendo i tassi di disoccupazione ai minimi storici (3.6% nel 2019). Biden ha invece incentrato la sua campagna elettorale su una spesa pubblica molto consistente, pari a circa 7.000 miliardi di dollari in dieci anni che toccano diverse aree di interesse: sanità, energia, infrastrutture, ecc. Al fine di finanziare una spesa così consistente, Biden dovrà far capo soprattutto al regime fiscale, proponendo un aumento delle tasse sia delle società che delle famiglie.

Aree di interesse

Prima delle elezioni ho letto questa analisi da parte di Carlo De Luca, responsabile asset management di Gamma capital Markets che vi riporto e che ipotizzava , in caso di vittoria democratica o repubblicana, i diversi scenari possibili, focalizzando l’attenzione su diverse aree di interesse:

 

 

Una vittoria democratica porterebbe ad un possibile aumento delle tasse e ad un’espansione del deficit, accompagnato da una forte spesa sanitaria e per le infrastrutture (tra tutti, i trasporti in primo piano), che a loro volta spingerebbero i tassi di interesse e l’inflazione verso l’alto. Non c’è dubbio che l’attuale piano di Biden, che prevede un significativo aumento delle tasse, avrà un impatto diretto sui profitti delle aziende: tasse più elevate potrebbero anche danneggiare la competitività delle aziende statunitensi poiché competono con società internazionali con oneri fiscali inferiori”, spiega Carlo De Luca, responsabile Asset Management di Gamma Capital Markets.

 

“Per quanto riguarda i settori azionari, la vittoria di Biden probabilmente si tradurrebbe in un’accelerazione del settore utility, ed in particolare delle rinnovabili data la versione modificata del Green New Deal, che cambierebbe il corso dell’ESG negli Usa. Scenario misto per il settore sanitario: dal punto di vista delle attrezzature e forniture di servizi, questi trarrebbero vantaggio da un’estensione della copertura assicurativa sanitaria (Affordable Care Act) mentre i settori biotech e pharma soffrirebbero della riforma dei prezzi dei farmaci. Meno favorevole sarà l’impatto di una vittoria democratica per i settori tecnologici e digitali, nonostante i diversi pro e contro: tasse societarie più elevate sono il principale vento contrario che deve affrontare questo settore. Gli aspetti positivi riguardano l’aumento della spesa per la ricerca e lo sviluppo delle tecnologie emergenti quali il 5G, informatica quantistica e intelligenza artificiale, proponendo azioni di contrasto contro lo spionaggio informatico della Cina, nonostante l’approccio previsto possa essere più docile rispetto a quello di Trump, aggiunge Alessio Garzone, analista di Gamma Capital Markets.”

“Un secondo mandato per i Repubblicani potrebbe spingere in alto il PIL degli Stati Uniti, guidato da maggiori tagli e ulteriori stimoli fiscali, essendo da tempo sul piano di lavoro. Lo status quo verrebbe mantenuto e , in termini di settori azionari, continuerebbe a favorire i settori delle telecomunicazioni, energia (che renderebbe ancora più indipendente gli Stati Uniti dalle altre nazioni) e tecnologia, favoriti da una continua e maggiore deregolamentazione. Sebbene questi settori possano avvantaggiare le azioni, dal punto di vista del rischio, le azioni dovrebbero comunque fare i conti con l’alta volatilità delle elevate tensioni commerciali“, conclude De Luca.

ALESSANDRO MOSCHETTI
Consigliere d’Impresa
Consulente Indipendente
Mobile: +39 329 6236560

 

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