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Un nuovo studio OCSE ha rilevato enormi differenze nei regimi fiscali crypto a livello internazionale

Ott 15, 2020 | Fintech, Mondo | 0 commenti

Secondo il report, andrebbe riservato un trattamento fiscale privilegiato ad asset che utilizzano la PoS piuttosto che la PoW

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha rivelato in uno studio che le leggi in merito alla tassazione delle crypto sono profondamente differenti tra di loro a livello globale.

Fonte: Report OCSE.

La definizione di “asset crypto” varia infatti notevolmente a seconda della giurisdizione: quella più comunemente utilizzata è “strumento o asset finanziario”, seguita da “commodity” o “commodity virtuale”. Negli Stati Uniti, la classe di asset è ancora indefinita dal punto di vista fiscale.

Fonte: Report OCSE

La medesima divergenza di approccio emerge quando si cerca di determinare quale sia il primo evento imponibile per gli asset crypto ottenuti via mining: in questo caso, la soluzione più utilizzata è quella che prevede di tassare le monete al momento della creazione, anche se alcune nazioni scelgono di considerare invece la prima cessione della valuta. Diverse giurisdizioni applicano regole variabili a seconda che ad essere coinvolto sia una persona fisica o giuridica.

Il report fa ulteriormente notare che la volatilità intrinseca degli asset crypto presenta problematiche addizionali:

“Un alto livello di volatilità rende complessa la valutazione dell’asset, sebbene essa sia fondamentale per il calcolo del capitale complessivo e delle plusvalenze, e quindi per stabilire le conseguenze fiscali in termini di imposte sul reddito”.

Il documento suggerisce che i decisori politici dovrebbero prendere in considerazione anche l’impatto ambientale delle varie criptovalute:

Il trattamento fiscale dei costi dell’elettricità associati al mining e al protocollo di consenso proof-of-stake, che presenta consumi considerevolmente più bassi rispetto a quello proof-of-work, può quindi avere conseguenze dal punto di vista ambientale, in particolare se i costi dell’inquinamento non vengono scaricati sui prezzi.

La ricerca esorta i legislatori di tutto il mondo a fare maggiore chiarezza in merito alla tassazione degli asset crypto: anche nei casi in cui viene applicato il quadro normativo attualmente esistente, l’OCSE ha suggerito linee guida specifiche per le criptovalute, di modo da “promuovere la chiarezza e la certezza per i contribuenti“. L’Organizzazione ha anche proposto un regime di tassazione semplificata ed esenzioni per le piccole transazioni.

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