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Un’altra società di investimento mainstream vuole entrare nel mondo crypto

Nov 18, 2020 | Fintech, Trading | 0 commenti

La società d’investimento di Anthony Scaramucci, SkyBridge, ha chiesto alla SEC statunitense l’autorizzazione per comprare crypto

La società di investimento SkyBridge, fondata dall’ex vicepresidente di Goldman Sachs Anthony Scaramucci, è solo l’ultima di una serie di società che vogliono investire in crypto.

Secondo un documento depositato venerdì presso la Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti (SEC), l’impresa intende fondare un hedge fund che include anche investimenti in Bitcoin (BTC). Nel prospetto depositato si legge:

“La Società potrà cercare di acquisire un’esposizione verso alcuni fondi di investimento o Investment Manager che possono effettuare operazioni in derivati, come total return swap, opzioni e future. Gli investimenti della Società e/o dei Fondi di Investimento possono anche essere effettuati in imprese che forniscono tecnologie legate ad asset digitali o altre tecnologie emergenti.”

Dopo più di un decennio di progressi, diverse società e singoli individui appartenenti al mondo finanziario mainstream hanno dato il via ad un piccolo ma significativo trend verso gli investimenti crypto, in particolare Bitcoin. All’inizio di quest’anno il miliardario Paul Tudor Jones ha acquistato notevoli quantitativi di BTC e di recente ha anche descritto quanto, secondo lui, l’asset possa ancora maturare.

Nonostante l’interesse di SkyBridge, è necessaria l’approvazione della SEC prima di procedere. Il documento, difatti, riporta:

“Né la Securities and Exchange Commission (“SEC”), né la Commodity Futures Trading Commission (“CFTC”), né qualsiasi altra agenzia governativa federale o statale statunitense o autorità di regolamentazione hanno approvato o disapprovato un investimento in questi titoli o discusso dell’accuratezza o dell’adeguatezza del presente Prospetto.”

Il paper comprende anche una sezione che descrive gli “asset digitali”, in cui ne vengono spiegati brevemente usi, rischi e altri elementi significativi:

“Gli asset digitali non hanno alcun valore intrinseco se non come mezzo di scambio e non sono basati su un bene tangibile, su un titolo, su un diritto contrattuale o un obbligo legale”.

Il prospetto inoltre chiarisce:

“Non ci si dovrebbe aspettare che il valore degli asset digitali sia collegato o correlato alle tradizionali forze economiche o di mercato, e il valore degli investimenti svolti dai Fondi di Investimento in asset digitali potrebbe diminuire rapidamente, anche fino a zero”.

Così facendo, il documento intende sottolineare la “tremenda volatilità dei prezzi” delle criptovalute rispetto agli investimenti tradizionali. Il Bitcoin è cresciuto notevolmente ultime settimane e attualmente si trova poco lontano dal suo massimo storico.

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