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Uniswap è un progetto amico ma teme 1inch, afferma il co-fondatore del DEX aggregator

Mar 21, 2021 | Blockchain, De-Fi | 0 commenti

Il co-fondatore di 1inch parla della rivalità amichevole con Uniswap, del conflitto con DeFi Pulse, e di Ethereum come punto dolente e al tempo stesso salvatore della DeFi

Sembra che il settore della finanza decentralizzata non abbia alcuna intenzione di rallentare la sua espansione nel 2021. L’interesse è ancora in crescita nonostante i costi di transazione elevati su Ethereum: il valore totale bloccato sui protocolli DeFi continua a superare massimi storici, raggiungendo di recente i 51 miliardi di dollari.

1inch è un aggregatore di exchange decentralizzati, o DEX, entrato in scena verso la fine del 2020. L’algoritmo della piattaforma cerca i tassi di cambio più economici tra i DEX integrati nel suo ecosistema. Inoltre, 1inch gestisce il market maker automatizzato Mooniswap.

Stando ai dati, gennaio è stato il mese più grande di sempre per i DEX, e 1inch ha contribuito a raggiungere questo traguardo. Attualmente è al secondo posto per numero di trader, alle spalle di Uniswap.

Per comprendere cosa rende 1inch così popolare, Cointelegraph ha intervistato Sergej Kunz, co-fondatore della piattaforma. L’intervista è disponibile sul canale YouTube di Cointelegraph.

Come è iniziato tutto?

Cointelegraph: Come sei entrato esattamente nelle crypto, e a che punto ti sei reso conto che il settore avesse bisogno di un DEX aggregator come 1inch?

Sergej Kunz: Tornando alle radici, in realtà l’idea iniziale l’ha avuta [il co-fondatore di 1inch] Anton, che nel 2019 ha suggerito di svilupparlo durante un hackathon. Voleva creare un posto in cui elencare tutti i vari exchange, dove l’utente potesse semplicemente selezionarne uno per scambiare al miglior prezzo.

In seguito, io ho avuto l’idea di migliorare questo concetto dividendo la quantità da scambiare in piccole parti e trasferirle a più fonti allo stesso tempo per ridurre lo slippage, perché a quei tempi l’impatto sui prezzi era il problema più grande nella DeFi.

“Durante l’hackathon, ho parlato con Vitalik Buterin e Hayden Adams di Uniswap, e ho presentato l’idea a entrambi. Mi hanno risposto, ‘Sì, fallo. Sembra grandioso’.

In realtà, l’abbiamo creato per noi. Anton eseguiva scambi in continuazione e aveva bisogno del miglior tasso di cambio possibile, mentre in passato io ho sperimentato con bot di arbitraggio. In qualche modo, era davvero utile per altre persone. Al termine dell’hackathon non abbiamo vinto premi enormi, solo 300 dollari. Con questi soldi ho comprato i biglietti per l’aereo.

CT: Quanto ci è voluto per mettere tutto insieme? Una preoccupazione nel settore DeFi è che i protocolli vengono sviluppati rapidamente e la gente perde soldi a causa di errori.

SK: Anton e io abbiamo complessivamente 16-17 anni di esperienza professionale in ingegneria e architettura software. Anton aveva molta più esperienza nelle criptovalute e con gli algoritmi. In realtà l’abbiamo costruito in due notti. E un giorno prima di andare a dormire ho sviluppato gran parte del front-end, l’app. Anton ha scritto l’algoritmo e gli smart contract, e abbiamo unito il tutto lavorando senza sosta per due notti.

“Abbiamo iniziato a dicembre 2018 a Singapore. Abbiamo creato un progetto in una notte che ha ricevuto diversi premi. Quindi, non avevamo particolari aspettative.”

Abbiamo semplicemente iniziato a costruire. Avevamo già sviluppato altre cose, e in questo caso volevamo solo risolvere il nostro problema. Alla fine, abbiamo ricevuto un’enorme attenzione perché ha risolto un grande problema nella DeFi.

Entra in scena il token

Il 24 dicembre 2020, la 1inch Foundation ha lanciato e distribuito il governance e utility token nativo della piattaforma: 90 milioni di token 1INCH in totale sono stati trasferiti a chi soddisfaceva determinati criteri stabiliti dalla piattaforma.

CT: Il progetto ha davvero preso piede dopo la distribuzione del token 1INCH. Sebbene non consideriate il token un veicolo d’investimento, questo non impedisce alla gente di specularci: col tempo qualcuno potrebbe subire perdite ingenti. Avete considerato questo aspetto?

SK: Sì, abbiamo ricevuto un sacco di feedback negativo dalla comunità, da chi aveva comprato all’inizio del giorno di distribuzione. In realtà, la 1inch Foundation ha emesso il token e avviato la distribuzione. L’idea di fondo era quella di rendere il token più decentralizzato.

“Non vediamo alcun valore finanziario nel token. Quindi un 1INCH corrisponde a un 1INCH, nient’altro. Infatti, non abbiamo neanche definito la tokenomics. Possedere token 1INCH al momento serve per partecipare alla governance.”

Sostanzialmente hai una sorta di biglietto, e con questo biglietto puoi accedere per cambiare alcune impostazioni nel protocollo. Ovviamente, queste persone possono anche partecipare alle discussioni sul forum di governance, per esempio, e dare suggerimenti.

Un colpo di fortuna

In seguito alla distribuzione dei token, un utente fortunato ha ricevuto quasi 10 milioni di 1INCH, equivalenti a circa l’11% dell’offerta totale, in quel periodo pari a circa 27 milioni di dollari

Kunz ha spiegato a Cointelegraph

“Questo utente ci ha contattato. Ha dato molti suggerimenti, offerto il suo supporto e ci ha presentato ad altri progetti. Ci ha aiutato a migliorare la nostra comunità, e così via.”

L’effetto gas

CT: Come influenzano la vostra piattaforma le attuali gas fee di Ethereum? Considerando le recenti notizie relative all’integrazione con Near Protocol, avete intenzione di diversificare ulteriormente o di rimanere fedeli all’ecosistema Ethereum?

SK: Se vedete che la gente continua a scambiare è perché deve farlo. Qualcuno ha dei prestiti da qualche parte e deve rimborsarli. Direi che le gas fee enormi sono negative per l’intero settore.

“Comunque, credo che un’alternativa migliore a Ethereum può essere solo Ethereum. Stiamo aspettando Eth2, ma sicuramente devono scalare.”

Abbiamo annunciato una collaborazione con Near Protocol perché siamo amici e il Rainbow Bridge ci permette di spostare fondi da Ethereum a Near. Abbiamo annunciato una collaborazione anche con Tron, sebbene molti credano sia una truffa e una copia di Ethereum: per noi è importante perché la gente ne ha bisogno e ci sono persone che lo usano. In più vediamo dei DEX sulla piattaforma, e dove ci sono DEX possiamo aggregare.

Binance Smart Chain

Il 25 febbraio 1inch ha annunciato il lancio su Binance Smart Chain, oltre a rivelare che la piattaforma avrebbe gestito un nodo validatore di BSC. Saranno disponibili sia l’Aggregation Protocol che il Liquidity Protocol di 1inch.

SK: È simile a Ethereum. Possiamo implementare l’intero 1inch Network su BSC, e gli utenti possono interagire con il loro ponte e spostare token 1INCH da Ethereum a Binance Smart Chain.

Se esci da Ethereum, blocchi i tuoi token da un lato del ponte di Binance, e la stessa quantità viene sbloccata su BSC. Quindi, questo ci permette di soddisfare le esigenze degli utenti. Abbiamo ricevuto molte richieste perché ci sono molti soldi su Binance Smart Chain.

CT: Quali sono i vostri rapporti con altri progetti nella DeFi, come Uniswap? E come procede il vostro conflitto con DeFi Pulse?

SK: Sì, siamo ancora in conflitto con il fondatore di DeFi Pulse perché hanno utilizzato i nostri smart contract senza chiederlo. Sono protetti da copyright fin da prima che lanciassimo il protocollo 1inch. Volevamo soltanto che ci menzionassero nel codice sorgente quando pubblicano il nostro codice. E ci sono state alcuni fraintendimenti con loro e delle pessime battute da parte mia.

Comunque, cerchiamo di rimanere amici con la maggior parte o tutti i progetti. Ho allungato la mia mano [a Scott Lewis, fondatore di DeFi Pulse] per fare pace e lasciarci tutto alle spalle, e l’ha rifiutata. Va bene così.

DeFi Pulse ha accolto la nostra richiesta di quotazione, almeno sulla piattaforma test, e forse già su quella principale [DeFi Pulse ha quotato 1inch il 27 febbraio]. Fantastico, ma dovevamo fare pressione sociale. Per questo abbiamo pubblicato quel tweet, perché avevamo già provato prima via email e solo la pressione sociale aiuta.

“Per quanto riguarda progetti come Uniswap, direi che siamo amici, ma parliamo una volta l’anno. Credo che siano un po’ spaventati perché abbiamo introdotto un protocollo di liquidità nostro.”

È molto più efficiente di Uniswap perché applichiamo commissioni fisse. Non consideriamo Uniswap un nostro concorrente: l’abbiamo integrato, lo usiamo e inviamo un volume equo a tutti. È solo matematica.

CT: Parliamo del team di 1inch. Possiedono dei token 1INCH?

SK: Nella distribuzione del token, abbiamo assegnato circa il 22,5% ai membri del team. Sono bloccati per un anno, e si sbloccheranno in sette fasi nei tre anni successivi. Quindi, in totale, abbiamo quattro anni di maturazione. Al momento nessuno nel nostro team, me compreso, ha dei token in tasca: sono congelati dietro la multisig. Ovviamente, tutti nel team riceveranno una percentuale specifica dei token, per ottenere la giusta dedizione.

È come se non lavorassero per qualcun altro, per una compagnia: lavorano per sé stessi, in quanto hanno questi token e daranno il meglio per i prossimi quattro anni. Possiamo contare su ottime prestazioni da parte del team. Molti di loro sono hacker e a volte lavorano da soli per 12, 14, 16 ore al giorno per implementare una specifica funzionalità: al momento stanno lavorando al finance matching.

CT: Allarghiamo la visuale sul settore DeFi in generale. Cosa pensi che succederà alla DeFi nel 2021?

SK: Attualmente vedo un enorme punto dolente, le gas fee. Non è possibile accogliere nuovi utenti su Ethereum perché devono pagare un sacco di soldi. Questi problemi verranno risolti con l’arrivo delle soluzioni layer-two o attenuati con lo spostamento della gente su altre blockchain come Binance Smart Chain, per esempio.

“Gli optimistic rollup verranno rilasciati molto presto, da quanto ho capito. Sicuramente parteciperemo a questo movimento, e stiamo aspettando Eth2. Quindi, dobbiamo muoverci in fretta.”

Un’altra questione è il numero di transazioni che possono essere elaborate dai miner. Quando avremo una maggiore capacità e gas fee più basse, potremo sviluppare prodotti molto migliori con un’esperienza utente migliore.

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